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Preghiere colorate per il duca
Recensione della mostra: Les Belles Heures du duc de Berry (Parigi, Musée du Louvre, 5 aprile-25 giugno 2012), a c. di Hélène Grollemund e Pascal Torres, catalogo edito da Somogy Éditions d'Art. Protagoniste dell’esposizione sono le miniature dei fratelli Limbourg, che decorano il manoscritto oggi conservato nelle collezioni del Met Cloisters di New York (inv. 54.1.1a, b). La rassegna ne presenta le pagine sciolte, in occasione del restauro della legatura, e segue la mostra intitolata The Art of Illumination: The Limbourg Brothers and the Belles Heures of Jean de France, Duc de Berry (New York, The Metropolitan Museum of Art, 1° marzo-12 giugno 2010; Los Angeles, J. Paul Getty Museum, 18 novembre 2008-8 febbraio 2009).
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Witz, il più grande degli svizzeri
Recensione della mostra: Konrad Witz. Die einzigartige Ausstellung (Basilea, Kunstmuseum Basel, 6 marzo-3 luglio 2011), a c. di Bodo Brinkmann, catalogo edito da Hatje Cantz. Castelnuovo introduce Konrad Witz, artista svizzero della prima metà del XIV secolo riscoperto dalla critica solamente all’inizio del Novecento, soffermandosi sul suo rapporto creativo con le opere dei grandi artisti fiamminghi del suo tempo e sulla sua eredità artistica. -
Il colore del Cadore
Recensione dell’opera: Alessandra Cusinato, L'arte in Cadore ai tempi di Tiziano, introduzione di Bernard Aikema, Firenze, Alinari 24 Ore, 2008 (si tratta del primo volume della collana Tiziano e l'Europa, della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore). Castelnuovo torna a parlare degli sviluppi dell’arte nel territorio bellunese tra XV e XVI secolo, ai tempi di Tiziano, tema su cui si era già soffermato in diversi articoli del 2004 (Il Cimon de la Pala d’altar, Anche Tiziano avrà la sua rivista), 2005 (Montagne di capolavori nel Bellunese) e 2007 (Dove l'acqua è rovinosa).
Castelnuovo, con Livio Barnabò e Bernard Aikema, ha presentato questo libro a Cortina d'Ampezzo e a Pieve di Cadore, il 13 agosto 2008. Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Borgogna a tutto fasto
Recensioni della mostre:- Charles le Téméraire. Faste et déclin de la cour de Bourgogne (Berna, Historisches Museum, 25 aprile-24 agosto 2008; Bruges, Groningemuseum, 27 marzo-21 luglio 2009), a c. di Susan Marti, Till-Holger Borchert e Gabriele Keck, catalogo edito da Fonds Mercator;
- Strasbourg 1400. Un foyer d'art dans l'Europe Gothique (Strasburgo, Musée de l'Oeuvre Notre-Dame, 28 marzo-6 luglio 2008), a c. di Philippe Lorentz, catalogo edito dai Musées de la Ville de Strasbourg (una copia è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell'Ateneo "Arturo Graf").
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Al Louvre senza l'ansia di vedere tutti i capolavori
Castelnuovo offre un’istantanea del Musée du Louvre in occasione dell’uscita del secondo volume della collana I grandi musei del Sole 24 ore, dedicato all’istituzione parigina: Louvre, Parigi, a c. di Alessandra Fregolent, Milano, Il Sole 24 Ore-Electa, 2005. Accompagna l’articolo un approfondimento sulla Pietà di Avignone di Enguerrand Quarton, proveniente dalla chiesa collegiale di Villeneuve-lès-Avignon e oggi conservata nel museo. -
Il Cimon de la Pala d’altar
Recensione della mostra: A Nord di Venezia. Scultura e pittura nelle vallate dolomitiche tra Gotico e Rinascimento (Belluno, Palazzo Crepadona, 30 ottobre 2004-22 febbraio 2005), catalogo a c. di Anna Maria Spiazzi, Giovanna Galasso, Rita Bernini e Luca Majoli, edito da Silvana Editoriale. Castelnuovo torna a parlare degli sviluppi dell’arte lungo l’arco alpino tra XV e XIV secolo, tema su cui già si era soffermato in svariati articoli, illustrando come nell’area bellunese abbiano convissuto negli stessi anni la tradizione dei Flügelaltäre nordici e quella dei polittici veneti. -
La grandeur della Borgogna
Recensione della mostra: L’Art à la cour de Bourgogne. Le mécénat de Philippe le Hardi et de Jean sans Peur (1364-1419) (Digione, Musée des Beaux-Arts, 28 maggio-15 settembre 2004; la mostra è stata poi trasferita negli Stati Uniti: Art from the Court of Burgundy, 1364-1419, Cleveland, The Cleveland Museum of Art, 24 ottobre-9 gennaio 2005); catalogo edito in doppia edizione francese e inglese da Musée des Beaux-arts de Dijon, The Cleveland Museum of art e Réunion des Musées Nationaux. Nel centenario della morte di Filippo l'Ardito, l’esposizione presenta gli sviluppi dell’arte sotto i duchi di Borgogna: data l'affinità col tema, Castelnuovo ricorda la mostra Paris 1400. Les arts sous Charles VI, aperta nello stesso periodo e già recensita su «Il Sole 24 Ore» (13 giugno 2004). -
Che lusso nell’età di mezzo
Recensione della mostra: Paris 1400. Les arts sous Charles VI (Parigi, Musée du Louvre, 22 marzo-12 luglio 2004), a c. di Elisabeth Taburet-Delahaye, catalogo edito da Réunion des Musées Nationaux. Castelnuovo presenta l’esposizione – già introdotta pochi mesi prima in Bei primitivi d’Oltralpe – come la terza e ultima tappa di un ciclo dedicato all’arte alla corte di Francia tra XIV e XV secolo, di cui aveva già trattato sui quotidiani:- Les Fastes du Gothique. Le siècle de Charles V (Parigi, Galeries nationales du Grand Palais: 9 ottobre 1981-1° febbraio 1982) - recensita su «La Stampa», Lo splendore del secolo buio;
- L’art au temps des rois maudits Philippe le Bel et ses fils, 1285-1328 (Parigi, Galeries nationales du Grand Palais, 17 marzo-29 giugno 1998), recensita su «Il Sole 24 Ore», Fasto gotico alla corte dei re folli.
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”.
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Bei primitivi d’Oltralpe
Recensione della mostra: Primitifs Français. Découvertes et redécouvertes (Parigi, Musée du Louvre, 27 febbraio-17 maggio 2004), a c. di Dominique Thiebaut, Philippe Lorentz e Francois-Rene Martin, catalogo edito da Réunion des Musées Nationaux.
L’articolo si apre ricordando due esposizioni fondamentali per la rivalutazione della pittura dei cosiddetti “primitivi”: l’Exposition des primitifs flamands, presso la Provinciaal Hof di Bruges del 1902, e l’Exposition des primitifs français, presso il Musée du Louvre e la Bibliothèque Nationale di Parigi del 1904. La mostra recensita prende le mosse dall’ultima rassegna, ricostruendo il contesto in cui si è sviluppato l’interesse per questi pittori, il significato politico della loro riscoperta e l’evoluzione degli studi nell’arco di un secolo. Il discorso prosegue offrendo anticipazioni sulla prossima esposizione, Paris 1400. Les arts sous Charles VI (Parigi, Musée du Louvre, 22 marzo-12 luglio 2004; poi recensita in Che lusso nell’età di mezzo) e ricordando El Renacimiento mediterráneo: viajes de artistas e itinerarios de obras entre Italia, Francia y Espana en el siglo XV (Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza, 31 gennaio-6 maggio 2001; Valencia, Museu de belles arts de València, 18 maggio-2 settembre 2001).
Una copia dei cataloghi di Primitifs Français e Paris 1400 sono presenti nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
I Paleologi, che committenti!
Recensione della mostra: Tesori dal Marchesato Paleologo (Alba [Cuneo], Fondazione Ferrero, 19 ottobre - 8 dicembre 2003), a cura di Bruno Ciliento, Alessandra Guerrini, catalogo L’Artistica editrice; una seconda recensione è anche edita sul numero di dicembre de «L'Indice dei libri del mese». L’articolo esordisce menzionando l’esposizione Macrino d’Alba, protagonista del Rinascimento piemontese, presentata da Castelnuovo nel 2001 su «Il Sole 24 Ore».
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell'Ateneo "Arturo Graf".









