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Grande caccia in miniatura
Recensione della mostra: Gaston Fébus. Prince Soleil 1331-1391 (Parigi, Musée de Cluny. Musée national du Moyen Âge, 30 novembre 2011-05 marzo 2012; Pau, Musée national du Château de Pau, 17 marzo-17 giugno 2012), catalogo edito da Reunion des Musées Nationaux e Grand Palais. Castelnuovo presenta Gastone III, il conte di Foix ricordato con il soprannome di Fébus per le sue doti nell’arte della caccia. Proprio questa passione è al centro del prezioso codice miniato da lui commissionato, protagonista dell’esposizione: un’opera le cui illustrazioni a tema venatorio furono realizzate ad Avignone.
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Boston restituisce un ricamo rubato
Castelnuovo segnala la restituzione di uno dei pannelli del ciclo di ricami con storie di san Vigilio, realizzato alla fine del XIV secolo da una manifattura boema su committenza del principe‑vescovo di Trento Giorgio di Liechtenstein. L’opera, dispersa durante il secondo conflitto mondiale e successivamente confluita nelle collezioni del Museum of Fine Arts di Boston, è stata restituita al Museo Diocesano Tridentino grazie all’identificazione condotta da Evelyn Wetter (i risultati dei suoi studi sono pubblicati nell’articolo: I ricami boemi dei paramenti per la consacrazione a vescovo di Giorgio di Liechtenstein, in «Studi trentini di Scienze storiche», sez. II, LXXV-LXXVII, 1996-1998, pp. 7-91). -
Giotto? Buon investimento
Recensione delle opere:
- Serena Romano, La O di Giotto, Milano, Electa, 2008;
- Chiara Frugoni, L'affare migliore di Enrico. Giotto e la cappella Scrovegni, con l'edizione, la traduzione e il commento del testamento di Enrico Scrovegni a cura di Attilio Bartoli Langeli e un saggio di Riccardo Luisi, Torino, Einaudi, 2008.
Una copia delle opere (La O di Giotto, L'affare migliore di Enrico) è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Se il colore sta alla finestra
Stralcio dalla prefazione redatta da Castelnuovo per l’ottavo volume della collana Corpus vitrearum. France - Études: Antoine de Pise. L'art du vitrail vers 1400, a c. di Claudine Lautier e Dany Sandron, Parigi, Comité des travaux historiques et scientifiques, 2008. Presentando Antonio da Pisa, artista delle vetrate attivo in Toscana alla fine del Trecento, Castelnuovo introduce la sua «Memmoria del magisterio de fare fenestre de vetro», il manoscritto 692 della Biblioteca del Sacro Convento di Assisi che raccoglie, come un libro di bottega, indicazioni pratiche e informazioni tecniche circa il lavoro dei maestri vetrai tra XIV e XV secolo.
Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Testa e croce nella torre
Recensione dell’opera: Elisabetta Cioni, Il reliquiario di San Galgano. Contributo alla storia dell'oreficeria e dell'iconografia, Firenze, SPES, 2005. Castelnuovo torna a parlare del ruolo dell'oreficeria nel sistema delle arti medievali, illustrando il capolavoro di Pace di Valentino; in un precedente articolo (La Liguria medievale, porto di orafi e miniatori) della stessa studiosa, aveva già presentato Scultura e smalto nell'oreficeria senese dei secoli XIII e XIV (SPES, 1998).
Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
La ricomposizione della Vergine
Recensione della mostra: Autour de Lorenzo Veneziano. Fragments de polyptyques vénitien (Tours, Musée des Beaux-Arts, 22 ottobre 2005-23 gennaio 2006.), a c. di di Andrea De Marchi e Cristina Guarnieri, catalogo edito da Silvana Editoriale. Castelnuovo introduce Lorenzo Veneziano, “un protagonista della pittura gotica italiana”, soffermandosi su quelli che presenta come i suoi lavori più “stupefacenti”: i polittici. Smembrati nel corso dei secoli, l’esposizione tenta di ricostruire l’aspetto originale di uno di questi, il polittico della Basilica di San Giacomo Maggiore di Bologna, riunendo i frammenti oggi conservati al Musée des Beaux-Arts di Tours e in altre istituzioni.
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
La grandeur della Borgogna
Recensione della mostra: L’Art à la cour de Bourgogne. Le mécénat de Philippe le Hardi et de Jean sans Peur (1364-1419) (Digione, Musée des Beaux-Arts, 28 maggio-15 settembre 2004; la mostra è stata poi trasferita negli Stati Uniti: Art from the Court of Burgundy, 1364-1419, Cleveland, The Cleveland Museum of Art, 24 ottobre-9 gennaio 2005); catalogo edito in doppia edizione francese e inglese da Musée des Beaux-arts de Dijon, The Cleveland Museum of art e Réunion des Musées Nationaux. Nel centenario della morte di Filippo l'Ardito, l’esposizione presenta gli sviluppi dell’arte sotto i duchi di Borgogna: data l'affinità col tema, Castelnuovo ricorda la mostra Paris 1400. Les arts sous Charles VI, aperta nello stesso periodo e già recensita su «Il Sole 24 Ore» (13 giugno 2004). -
Così Duccio glorificò la Vergine
Castelnuovo presenta la Maestà dipinta da Duccio di Buoninsegna per il Duomo di Siena. L’articolo promuove l’uscita del diciassettesimo volume della “Piccola Biblioteca del Sole 24 Ore”, dedicato all’opera (Luciano Bellosi, Duccio: la Maestà, Cinisello Balsamo-Milano, Silvana editoriale-Il Sole 24 Ore, 2003). Per la collana, lanciata dal quotidiano nel 2003 per festeggiare i vent’anni del proprio supplemento culturale domenicale (il primo numero è del 4 dicembre 1983), Castelnuovo cura l'undicesimo volume: Simone Martini: l'Annunciazione.
Una copia delle due opere (Duccio: la Maestà; Simone Martini: l'Annunciazione) è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell'Ateneo "Arturo Graf". -
Pittura alpina in atlante
Recensione dell’opera: Tr3cento. Pittori gotici a Bolzano. Atlante, a. c. di Andrea De Marchi, Tiziana Franco, Vincenzo Gheroldi e Silvia Spada Pintarelli, Trento, Temi editore, 2002. Nell’introdurre il censimento delle opere dei pittori attivi nell’area di Bolzano nel XIV secolo, Castelnuovo torna su un concetto più volte indagato nelle proprie ricerche, oggetto di un interesse di lunghissima durata: la frontiera, interpretata come spazio d’incontro tra differenti culture, a partire dalle quali hanno origine nuovi linguaggi artistici (“La loro condizione di doppia periferia rispetto ai centri del potere e dell’elaborazione culturale può dar vita a soluzioni fertili e inedite”).
Su «Il Sole 24 Ore» Castelnuovo aveva già presentato la mostra Tr3cento. Pittori gotici a Bolzano (Bolzano, Civica Galleria, 29 aprile 2000-23 luglio 2000), di cui l’Atlante è l’esito finale: Giotto e i pittori tedeschi, un meeting tra le Dolomiti. Una copia dell’opera (edita in italiano e in tedesco) è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell'Ateneo "Arturo Graf". -
Il Colosso di Avignone
Recensione della mostra: Monument de l’Histoire. Construire reconstruire le palais des Papes. XIV-XXe siècle (Avignone, Palazzo dei Papi, 29 giugno- 29 settembre 2002), catalogo Editions RMG-Palais des Papes. Castelnuovo ripercorre la storia del Palazzo dei Papi di Avignone, l’imponente edificio che fu la residenza papale durante la “cattività avignonese”. Dalla costruzione alle trasformazioni subite nel corso dei secoli, tutte le sue fasi sono ricostruite e presentate tramite le opere e i documenti raccolti nell’esposizione curata da Dominique Vingtain.









