Sfoglia documenti (113 in totale)
-
L’arte medievale sviscerata
Recensione delle pubblicazioni:- Medioevo: Immagine e racconto, atti del convegno (Parma, 27-30 settembre 2000), a. c. di Arturo Carlo Quintavalle, Milano, Electa, 2003;
- Medioevo: Arte lombarda, atti del convegno (Parma, 26-29 settembre 2001), a. c. di Arturo Carlo Quintavalle, Milano, Electa, 2004.
-
Anche Tiziano avrà la sua rivista
Castelnuovo presenta il primo numero di Studi tizianeschi. Annuario della Fondazione Centro studi Tiziano e Cadore, diretto da Roger William Rearick e pubblicato nel 2003. In particolare, sono menzionate le recensioni di Bernard Aikema della mostra Le siècle de Titien. Gravures vénitiennes de la Renaissance (Maastricht, Bonnefantenmuseum, 17 novembre 2002–16 febbraio 2003; Bruges, Groeningemuseum, 1° marzo-26 maggio 2003; a cura di Gert Jan Van Der Sman) e quelle di Rearick delle mostre Titian (Londra, National Gallery, 19 febbraio-18 maggio 2003) e Da Tiziano a Caravaggio a Tiepolo. Capolavori di tre secoli di arte italiana (Stupinigi [Torino], Palazzina di Caccia di Stupinigi, 17 novembre 2002-16 febbraio 2003; prorogata fino al 2 marzo).
Non solo focalizzato sul pittore, il programma del centro indaga anche il suo territorio natale, il Cadore: sono ricordate le collane “Quaderno di architettura” della Comunità Montana Centro Cadore e “Tesori d'arte nelle chiese dell'Alto Bellunese” della Provincia di Belluno. Castelnuovo presenterà nuovamente la seconda collana e i volumi sul territorio Agordino nel 2007 su «L'Indice dei libri del mese» (Dove l'acqua è rovinosa). -
Non fornicare con le illustrazioni
Recensione dell’opera: Olivier Christin, Les yeux pour le croire. Les dix commandements en images (XV-XVII siècle), Parigi, Éditions du Seuil, 2003. Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell'Ateneo "Arturo Graf". -
Le vetrate ben prima delle vetrate
Recensione dell’opera: Francesca Dell’Acqua, Illuminando colorat. La vetrata tra l’età tardo imperiale e l’alto medioevo: le fonti e l’archeologia, presentazione di Enrico Castelnuovo, Spoleto, Centro italiano di studi sull’alto medioevo, 2003. L'articolo è derivato dalla prefazione.
Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell'Ateneo "Arturo Graf". -
Quando l’«artista» non esisteva
Stralcio della prefazione redatta da Castelnuovo e Sergi per Del costruire: tecniche, artisti, artigiani, committenti, secondo volume dell’opera Arti e storia nel Medioevo, a c. di Enrico Castelnuovo, Paolo Fossati e Giuseppe Sergi, Torino, Einaudi, 2002-2004, 4 voll. Il brano, introdotto da Marco Carminati, si sofferma sulla posizione sociale dell’artista-artigiano nel sistema delle arti medievali.
Castelnuovo aveva già presentato il primo volume dell'opera, Tempi, spazi, istituzioni, sul domenicale de «Il Sole 24 Ore» (10 marzo 2002); in occasione della pubblicazione degli ultimi due tomi, Castelnuovo e Sergi raccontano l’impresa editoriale in un’intervista rilasciata a «La Stampa» (28 novembre 2004). Una copia di Arti e storia nel Medioevo è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica d’Ateneo “Arturo Graf”. -
Studiare, sognare e tormentarsi
Castelnuovo delinea un ritratto di Ranuccio Bianchi Bandinelli (Siena, 19 febbraio 1900-Roma, 17 gennaio 1975) in occasione dell’uscita dello studio che Marcello Barbanera gli dedica: Ranuccio Bianchi Bandinelli. Biografia ed epistolario di un grande archeologo, Milano, Skira, 2003. L’articolo accompagna il profilo di Giuliano Briganti (Roma, 2 gennaio 1918-Roma, 17 dicembre 1992), offerto da Alvar González-Palacios per presentare l’edizione postuma dei Racconti di storia dell'arte. Dall'arte medievale al Neoclassico (a c. di Luisa Laureati, Milano, Skira, 2002; le due opere sono edite dallo stesso editore). Anche Castelnuovo recensisce la raccolta di Briganti sul numero di aprile de «L'Indice dei libri del mese».
Una copia dell’opera di Barbanera su Bianchi Bandinelli è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell'Ateneo "Arturo Graf". -
Pittura alpina in atlante
Recensione dell’opera: Tr3cento. Pittori gotici a Bolzano. Atlante, a. c. di Andrea De Marchi, Tiziana Franco, Vincenzo Gheroldi e Silvia Spada Pintarelli, Trento, Temi editore, 2002. Nell’introdurre il censimento delle opere dei pittori attivi nell’area di Bolzano nel XIV secolo, Castelnuovo torna su un concetto più volte indagato nelle proprie ricerche, oggetto di un interesse di lunghissima durata: la frontiera, interpretata come spazio d’incontro tra differenti culture, a partire dalle quali hanno origine nuovi linguaggi artistici (“La loro condizione di doppia periferia rispetto ai centri del potere e dell’elaborazione culturale può dar vita a soluzioni fertili e inedite”).
Su «Il Sole 24 Ore» Castelnuovo aveva già presentato la mostra Tr3cento. Pittori gotici a Bolzano (Bolzano, Civica Galleria, 29 aprile 2000-23 luglio 2000), di cui l’Atlante è l’esito finale: Giotto e i pittori tedeschi, un meeting tra le Dolomiti. Una copia dell’opera (edita in italiano e in tedesco) è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell'Ateneo "Arturo Graf". -
Mostruosa bellezza dei cori intagliati
Recensione dell’opera: La fede e i mostri. Cori lignei scolpiti in Piemonte e Valle d'Aosta (secoli XIV-XVI), a c. Giovanni Romano, Torino, Fondazione CRT-Cassa di Risparmio di Torino, 2002; accompagna l’articolo di Marco Carminati, Le delizie del patrimonio, dedicato alle pubblicazioni storico-artistiche promosse negli ultimi anni da banche e fondazioni bancarie.
Castelnuovo torna a parlare di arte piemontese nel XV secolo, soffermandosi sui cori lignei intagliati e dipinti. Proprio queste opere d’arte “totali”, dalla qualità straordinaria e riconducibili a scultori italiani e francesi come Jean Vion, Jean de Chetro, Balduino e Urbanino de Surso, permettono oggi di tracciare “[...] una storia della scultura piemontese più veridica e aperta di come è stata raccontata finora spesso sottovalutando il livello formale e la forza trainante delle personalità attive nei complessi corali”.
Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica d’Ateneo “Arturo Graf”. -
Casolani presente, Testori assente
Recensione dell’opera: Enciclopedia dell’Arte, Garzanti, Milano 2002 (III edizione; I ed. 1973). Castelnuovo introduce i nuovi apporti dell’edizione aggiornata della “Garzantina Arte”, curata da Pierluigi De Vecchi e Antonello Negri: il maggior formato, che amplia il numero di lemmi con uno spiccato interesse per l’età contemporanea; le nuove schede dedicate a opere, tecniche, tipologie, all’iconografia, alla sociologia e alla geografia artistica. “Può darsi che questa situazione sia andata a scapito degli “old masters”: per attenuare la critica, è richiamato un episodio di «Topolino», più ampiamente citato a qualche anno di distanza nella recensione dell’Enciclopedia dell'arte Zanichelli («L’Indice dei libri del mese», gennaio 2005, p. 33).
L’articolo si apre menzionando la mostra Il Gotico nelle Alpi 1350-1450 (Trento, Castello del Buonconsiglio, 20 luglio-20 ottobre 2002), da poco presentata su «Il Sole 24 Ore» (21 luglio 2002). -
L’ingiuria di un sudicio maiale
Recensione dell'opera: Gabriella Rèpaci Courtois, Una poca cosa. Troppe bugie su quella Leda del Buonarroti, Torino, Trauben, 2012. Castelnuovo presenta l’ultimo libri di Rèpaci Courtois (Torino, 29 giugno 1940-2 agosto 2012) come un romanzo avvicente, un “Codice del Buonarroti”, sottolineando l’abilità dell’autrice di ricostruire, tramite le voci degli stessi personaggi coinvolti nella vicenda, il caso della celeberrima opera perduta di Michelangelo. L’articolo è parte della pagina curata dal Premio Italo Calvino in quanto il volume è segnalato alla XXI edizione del premio.









