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Vive la France! In miniatura
In occasione della riapertura del Musée des Monuments Français nel contesto della Cité de l'Architecture et du Patrimoine, dopo un restauro decennale, Castelnuovo ripercorre la storia del museo e della sua sede, il Palais du Trocadéro e poi il Palais de Chaillot, rievocando le emozioni provate negli anni giovanili davanti alle copie dei più celebri monumenti francesi parte della sua collezione: “E vederli nelle dimensioni originali, in tre dimensioni, suscitava impressioni ben più forti che sfogliare le pagine del Musée Imaginaire di Malraux”. -
Un giorno da re a Venaria
Stralcio dalla prefazione redatta da Castelnuovo per il catalogo della mostra La Reggia di Venaria e i Savoia. Arte, magnificenza e storia di una corte europea (Venaria Reale [Torino], Reggia di Venaria Reale, 12 ottobre 2007-30 marzo 2008), a c. di Enrico Castelnuovo, catalogo edito da Umberto Allemandi, 2 voll. In occasione della riapertura della Reggia di Venaria dopo il restauro, l’articolo presenta il mecenatismo di Casa Savoia, da Emanuele Filiberto a Carlo Emanuele IV.
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Castello d'emozioni
In occasione della riapertura di Palazzo Madama, dopo un restauro ventennale (1987-2006), Castelnuovo presenta il Museo Civico d’Arte antica di Torino intrecciando i propri ricordi, legati agli anni dell’università, al resoconto delle acquisizioni più importanti promosse dai primi direttori, da Emanuele Taparelli d’Azeglio a Vittorio Viale. Già nel 1982, su «La Stampa», l’autore aveva descritto la visita al museo come un viaggio in una “macchina del tempo” (Il museo, una macchina per i viaggi nel tempo) e in questo articolo riconduce proprio alla frequentazione giovanile delle collezioni di Palazzo Madama la sua “vocazione” per l’arte delle frontiere e per le cosiddette “arti minori”. -
1946, e l'Italia ripartì dalle statue
In occasione della pubblicazione di L'arte dalle rovine. A sessant'anni dalla mostra della scultura pisana del Trecento (Pisa, Museo di San Matteo, 1946-1947), a cura di Emilio Tolaini (Edizioni ETS, 2006), Castelnuovo introduce alcune delle più significative esposizioni inaugurate all’indomani della Seconda Guerra Mondiale per presentare le opere di musei, chiese e altri monumenti italiani salvate dai bombardamenti:- Capolavori della pittura europea (Roma, Palazzo Venezia, 1944), organizzata dalla Divisione Monuments, Fine Arts, and Archives, Regione IV, del Governo militare alleato;
- Cinque secoli di pittura veneta (Venezia, Procuratie Nuove, 1945), a c. Rodolfo Pallucchini;
- Mostra della pittura antica in Liguria dal Trecento al Cinquecento (Genova, Palazzo Reale, 28 giugno-31 agosto 1946), a c. di Antonio Morassi;
- Pitture in Brescia dal Duecento all’Ottocento (Brescia, Duomo Vecchio, 1946), a c. di Gaetano Panazza e Camillo Boselli;
- Mostra della scultura pisana del Trecento (Pisa, Museo Nazionale di San Matteo, luglio-novembre 1946);
- Italienische Kunst. Ambrosiana Mailand, Meisterwerke aus oberitalienischen Kirchen, Museen und Privatsammlungen (Lucerna, Kunstmuseum Luzern, 6 luglio-31 ottobre 1946);
- Trésors de l’art vénitien (Losanna, Musée cantonal des Beaux-Arts, 1° aprile-31 luglio 1947);
- Kunstschätze der Lombardei. 500 vor Christus-1800 nach Christus (Zurigo, Kunsthaus Zürich, novembre 1948-marzo 1949).
Una copia dei cataloghi Capolavori della pittura europea, Cinque secoli di pittura veneta e Mostra della pittura antica in Liguria sono presenti nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”.
Richiamando in ultimo la Mostra della scultura pisana del Trecento del 1946, Castelnuovo si augura che una nuova esposizione possa raccoglierne l’eredità, come era stato per l’Exposition des primitifs français del 1904, ripresa a distanza di un secolo dalla mostra Primitifs Français. Découvertes et redécouvertes (Parigi, Musée du Louvre, 27 febbraio-17 maggio 2004; ne aveva già parlato su «Il Sole 24 Ore»: Bei primitivi d’Oltralpe). -
Al Louvre senza l'ansia di vedere tutti i capolavori
Castelnuovo offre un’istantanea del Musée du Louvre in occasione dell’uscita del secondo volume della collana I grandi musei del Sole 24 ore, dedicato all’istituzione parigina: Louvre, Parigi, a c. di Alessandra Fregolent, Milano, Il Sole 24 Ore-Electa, 2005. Accompagna l’articolo un approfondimento sulla Pietà di Avignone di Enguerrand Quarton, proveniente dalla chiesa collegiale di Villeneuve-lès-Avignon e oggi conservata nel museo. -
Paris, rue de Monceau
Castelnuovo presenta le collezioni d’arte delle famiglie ebree Camondo ed Ephrussi, le cui opere figurano oggi nei principali musei di Parigi. Le loro vicende, radicate nella capitale in rue de Monceau sin dal XX secolo, divengono testimonianze di una storia di mecenatismo, che si chiude con il tragico epilogo dei campi di concentramento.
L’articolo accompagna la recensione di Andrea Casalegno (Resurrezione di un mondo) del volume di Edmund de Waal sul collezionismo di netsuke – sculture giapponesi – da parte della famiglia Ephrussi: Un’eredità di oro e ambra (I ed. The Hare with Amber Eyes: a Hidden Inheritance, Chatto & Windus, 2010; I ed. italiana Bollati Boringhieri, 2011). -
Irripetibilmente sfiorati dall'aura
Castelnuovo interviene sul tema dell'aura e dell'unicità delle opere d'arte in relazione alla tendenza che definisce “smania espositiva”. Se la movimentazione delle opere è un innegabile fattore di rischio, che può provocare problematiche conservative irreversibili, la mancanza di nuovi apporti scientifici di larga parte delle mostre – la critica va soprattutto alle rassegne ideate al solo fine celebrativo – non può giustificare questo rischio. Nell’articolo si allude all’esposizione Dante Gabriel Rossetti, Edward Burne-Jones e il mito dell'Italia nell'Inghilterra vittoriana (Roma, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, 24 febbraio 2011-12 giugno 2011), per la quale erano giunti a Valle Giulia capolavori dai principali musei italiani.
L'articolo è pubblicato nella sezione Segnali. Castelnuovo era già intervenuto su queste questioni in vari articoli degli anni Ottanta su «La Stampa». -
Su Imago libri. Musei del libro in Europa di Maria Gregorio
Recensione dell'opera: Maria Gregorio, Imago libri. Musei del libro in Europa, percorsi architettonici di Cristina Fiordimela e Marco Muscogiuri con un contributo di Frans Anton Janssen, Milano, Sylvestre Bonnard, 2006. La guida non si limita a elencare istituzioni e collezioni legate alla storia del libro: Castelnuovo apprezza soprattutto il criterio di selezione, che tiene conto non solo della specificità dei materiali conservati, ma anche della capacità del museo di comunicare con il proprio pubblico. L’articolo è pubblicato nella sezione Schede.
Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato dalla Biblioteca storica d’Ateneo “Arturo Graf”. -
Il futuro nel passato. Molte domande poche risposte
Il primo dossier de «L’Indice dei libri del mese», Musei. Progetti della memoria, si apre con il contributo di Castelnuovo e di Macco, che ne sono i curatori insieme ad Aldo Fasolo. Ragionando sulla natura intrinsecamente contraddittoria di questa istituzione culturale millenaria, le “molte domande” che punteggiano l’articolo stimolano una lettura critica del concetto di museo, della sua eredità, delle prospettive future e del suo pubblico.
Nel dossier sono raccolti gli interventi e le interviste di Simona Bani, Paola Barocchi, Alessandro Coppellotti, Henry De Lumley, Giacomo Giacobini, Pier Giovanni Guzzo, Michel Laclotte, Mara Miniati, Luciana Quagliotti, Pietro Petraroia, Sandra Pinto, Pierre Rosenberg, Walter Santagata, Giuseppe Sergi, Matteo Sturani e Stefano Susinno. -
Il rogo e la tutela
Editoriale sulla Cappella della Sindone, a seguito del rogo scoppiato l'11 aprile 1997: inserita nel contesto del Palazzo Reale di Torino, Castelnuovo e Michela di Macco denunciano le carenze organizzative di questo ente culturale e ne auspicano la completa riorganizzazione per valorizzare non solo l'edificio, ma soprattutto la sua funzione museale; è parte della pagina un contributo di Giuseppe Dardanello sulla cappella: Un capolavoro barocco.









