Il Sole 24 Ore
- Titolo
- Il Sole 24 Ore
- Descrizione
- La raccolta degli articoli redatti da Enrico Castelnuovo per Domenica, supplemento settimanale de «Il Sole 24 Ore», dal 1991 al 2012
Documenti della collezione
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Sir James, ministro dei quadri italiani
Recensione delle opere:- Diplomazia, musei e collezionismo tra il Piemonte e l'Europa negli anni del Risorgimento, a c. di Giovanni Romano, con la collaborazione di Enrica Pagella, Paola Manchinu, Alessia Rizzo, Torino, Fondazione CRT, 2011;
- Sir James Hudson nel Risorgimento italiano, a c. di Edoardo Greppi ed Enrica Pagella, Soveria Mannelli-Torino, Rubbettino editore e Fondazione CRT, 2012 (atti del convegno: Sir James Hudson. Il ruolo della diplomazia a Torino negli anni dell'unificazione d'Italia Torino, Archivio di Stato, 12-13 novembre 2010).
I volumi sono editi in occasione del centocinquantenario dell'Unità d’Italia e del bicentenario della nascita di James Hudson (Londra, 2 gennaio 1810-Strasburgo, 20 settembre 1885), ministro plenipotenziario del Regno Unito presso il Regno di Sardegna e poi d'Italia dal 1852 a 1863. A Torino, Hudson è ricordato da una lapide posta su quella che era stata la sede della legazione britannica, l’attuale Palazzo dal Pozzo della Cisterna.
Una copia della prima opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
La mirabile Pinacoteca di Eugenio
Recensione della mostra: I quadri del Re. Una quadreria alla Reggia: le raccolte del principe Eugenio condottiero e intellettuale (Venaria Reale [Torino], Reggia di Venaria Reale, 5 aprile-9 settembre 2012), a c. di Carla Enrica Spantigati, catalogo edito da Silvana Editoriale. È parte dell’iniziativa la presentazione di una selezione di capolavori della Galleria Sabauda nella nuova sede della Manica Nuova del Palazzo Reale di Torino, a seguito del trasferimento della pinacoteca dal Palazzo del Collegio dei Nobili: I quadri del re. Torino, Europa. Le grandi opere d’arte della Galleria Sabauda (5 aprile 2012-13 gennaio 2013).
Castelnuovo introduce la ricca collezione del principe Eugenio di Savoia-Soissons (1663-1736), cugino di re Vittorio Amedeo II, celebre nelle corti europee del tempo tanto per le abilità militari quanto per l’interesse verso le arti e le scienze. Fondatore della Biblioteca Eugeniana, oggi presso la Österreichische Nationalbibliothek, e di una straordinaria raccolta grafica, confluita nell’Albertina di Vienna, le sue collezioni giunsero a Torino all’indomani della morte grazie all’acquisizione di Carlo Emanuele III.
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Preghiere colorate per il duca
Recensione della mostra: Les Belles Heures du duc de Berry (Parigi, Musée du Louvre, 5 aprile-25 giugno 2012), a c. di Hélène Grollemund e Pascal Torres, catalogo edito da Somogy Éditions d'Art. Protagoniste dell’esposizione sono le miniature dei fratelli Limbourg, che decorano il manoscritto oggi conservato nelle collezioni del Met Cloisters di New York (inv. 54.1.1a, b). La rassegna ne presenta le pagine sciolte, in occasione del restauro della legatura, e segue la mostra intitolata The Art of Illumination: The Limbourg Brothers and the Belles Heures of Jean de France, Duc de Berry (New York, The Metropolitan Museum of Art, 1° marzo-12 giugno 2010; Los Angeles, J. Paul Getty Museum, 18 novembre 2008-8 febbraio 2009).
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Savoia, che bibliofili!
Recensione della mostra: Il teatro di tutte le scienze e le arti. Raccogliere libri per coltivare idee in una capitale di età moderna. Torino 1559-1861 (Archivio di Stato di Torino, 22 novembre 2011-26 febbraio 2012), a c. di Marco Carassi, Isabella Massabò Ricci e Silvana Pettenati, catalogo edito dal Ministero per i beni e le attività culturali, Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici del Piemonte, Consiglio regionale del Piemonte, Centro studi piemontesi.
Castelnuovo ripercorre la storia delle ricche ed eterogenee raccolte librarie dei Savoia, dal progetto del Theatrum omnium disciplinarum di Emanuele Filiberto, passando per la costruzione della Grande Galleria di Carlo Emanuele I, terminando con la consistente donazione di Vittorio Amedeo II all’Università, base delle collezioni della Biblioteca universitaria. Dell’esposizione parlerà anche su «L’Indice dei libri del mese».
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Grande caccia in miniatura
Recensione della mostra: Gaston Fébus. Prince Soleil 1331-1391 (Parigi, Musée de Cluny. Musée national du Moyen Âge, 30 novembre 2011-05 marzo 2012; Pau, Musée national du Château de Pau, 17 marzo-17 giugno 2012), catalogo edito da Reunion des Musées Nationaux e Grand Palais. Castelnuovo presenta Gastone III, il conte di Foix ricordato con il soprannome di Fébus per le sue doti nell’arte della caccia. Proprio questa passione è al centro del prezioso codice miniato da lui commissionato, protagonista dell’esposizione: un’opera le cui illustrazioni a tema venatorio furono realizzate ad Avignone.
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Witz, il più grande degli svizzeri
Recensione della mostra: Konrad Witz. Die einzigartige Ausstellung (Basilea, Kunstmuseum Basel, 6 marzo-3 luglio 2011), a c. di Bodo Brinkmann, catalogo edito da Hatje Cantz. Castelnuovo introduce Konrad Witz, artista svizzero della prima metà del XIV secolo riscoperto dalla critica solamente all’inizio del Novecento, soffermandosi sul suo rapporto creativo con le opere dei grandi artisti fiamminghi del suo tempo e sulla sua eredità artistica. -
Boston restituisce un ricamo rubato
Castelnuovo segnala la restituzione di uno dei pannelli del ciclo di ricami con storie di san Vigilio, realizzato alla fine del XIV secolo da una manifattura boema su committenza del principe‑vescovo di Trento Giorgio di Liechtenstein. L’opera, dispersa durante il secondo conflitto mondiale e successivamente confluita nelle collezioni del Museum of Fine Arts di Boston, è stata restituita al Museo Diocesano Tridentino grazie all’identificazione condotta da Evelyn Wetter (i risultati dei suoi studi sono pubblicati nell’articolo: I ricami boemi dei paramenti per la consacrazione a vescovo di Giorgio di Liechtenstein, in «Studi trentini di Scienze storiche», sez. II, LXXV-LXXVII, 1996-1998, pp. 7-91). -
Una holding chiamata Tiziano
Recensione dell’opera: Giorgio Tagliaferro e Bernard Aikema, Le botteghe di Tiziano, con la collaborazione di Matteo Mancini e Andrew John Martin, redazione Tessie Vecchi, Firenze, Alinari 24 Ore, 2009 (si tratta del secondo volume della collana Tiziano e l'Europa, della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore; Castelnuovo aveva già presentato il primo su «Il Sole 24 Ore»: Il colore del Cadore).
L’articolo si sofferma sull’organizzazione del “sistema operativo di Tiziano”, introducendo temi e questioni attorno alle sue botteghe, al lavoro degli allievi e dei numerosi collaboratori e, in ultimo, della sua eredità artistica.
Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Einaudi-Zeri: libri, elogi e liti
Recensione dell’opera: Federico Zeri, Lettere alla casa editrice, a c. di Anna Ottani Cavina, note di Davide Ravaioli, Torino, Einaudi, 2008.
Intrecciando i ricordi personali al carteggio raccolto in questo volume, Castelnuovo illustra il rapporto tra Federico Zeri e la casa editrice Einaudi, soffermandosi su alcune delle pubblicazioni e dei progetti più importanti: Pittura e Controriforma. L'arte senza tempo di Scipione da Gaeta (1957, recensita da Castelnuovo sul «Notiziario Einaudi», VII, 1, gennaio 1958); Due dipinti, la filologia e un nome. Il Maestro delle Tavole Barberini (1961, di cui racconta il lavoro editoriale svolto con Giovanni Romano); l’incompiuta Storia della pittura italiana e le difficili vicende della Storia dell’arte italiana, nate dallo scontro con Giovanni Previtali. “[...] un personaggio d’eccezione verso il quale conservo un’enorme ammirazione mista a qualche rimpianto per uno straordinario talento non sempre, negli ultimi anni, bene amministrato”: così Castelnuovo chiude su Zeri, rievocando la loro rottura nel 1993, proprio a causa di un suo articolo in difesa di Previtali (Quel Duca silurato dal Kgb).
Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Giotto? Buon investimento
Recensione delle opere:
- Serena Romano, La O di Giotto, Milano, Electa, 2008;
- Chiara Frugoni, L'affare migliore di Enrico. Giotto e la cappella Scrovegni, con l'edizione, la traduzione e il commento del testamento di Enrico Scrovegni a cura di Attilio Bartoli Langeli e un saggio di Riccardo Luisi, Torino, Einaudi, 2008.
Una copia delle opere (La O di Giotto, L'affare migliore di Enrico) è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”.








