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La docta manus al lavoro
Recensione della mostra: Cimabue a Pisa. La pittura pisana del Duecento da Giunta a Giotto (Pisa, Museo Nazionale di San Matteo, 25 marzo-25 giugno 2025), catalogo a c. di Mariagiulia Burresi e Antonio Caleca, edito da Pacini Editore. Castelnuovo offre un compendio dell'arte pisana del XIII secolo, da Giunta Pisano a Giotto. «Il Sole 24 Ore» dedica un’intera pagina all’esposizione, includendo un contributo di Franco Cardini sul ruolo di Pisa nel Mediterraneo tra XI e XII secolo, così da meglio comprendere le influenze culturali che toccarono l’arte pisana nel Duecento.
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Davvero può crollare? Per favore, chiarezza
Castelnuovo interviene sulle condizioni della Torre di Pisa: nel 1989, dopo il crollo della Torre civica di Pavia, il comitato tecnico-scientifico nominato l’anno precedente dal ministro dei Lavori pubblici Giovanni Prandini aveva raccomandato l’immediata chiusura del monumento a causa del pesante disassamento dell’asse, auspicando l’avvio tempestivo dei lavori di consolidamento delle fondazioni (la relazione preliminare del comitato era stata consegnata il 19 ottobre, generando grande scalpore: cfr. il Decreto del Ministero dei Lavori pubblici, 1° dicembre 1989). Il quotidiano dedica al dibattito un’intera pagina della sezione Cronache italiane, raccogliendo gli interventi di Liliana Madeo, Maurizia Tazartes e Vincenzo Tessandori.
L’articolo risulta firmato “Enrico Castronovo”: si tratta di un refuso, in quanto nel carteggio di Castelnuovo si conserva la risposta di Aldo Delbò, titolare dello studio d’architettura incaricato delle indagini preliminari sulla torre. -
Un evento da parata
Recensione della mostra: Duccio. Alle origini della pittura senese (Siena, Santa Maria della Scala, 4 ottobre 2003-11 gennaio 2004), a c. di Alessandro Bagnoli, Roberto Bartalini, Luciano Bellosi, Michel Laclotte, catalogo Silvana editoriale. L’esposizione si focalizza sul percorso stilistico di Duccio e dei suoi seguaci, collocandosi al termine del restauro della vetrata e della cripta affrescata del Duomo di Siena (per l’occasione è pubblicato lo studio di Roberto Guerrini e Max Seidel: Sotto il Duomo di Siena. Scoperte archeologiche, architettoniche e figurative, Siena-Cinisello Balsamo, Monte dei Paschi di Siena-Silvana, 2003).
L'arte senese del Duecento è per Castelnuovo un interesse di lunga durata, già discusso in vari articoli sin dagli anni Ottanta (I fasti del gotico minuscolo, Pittori senesi alla corte dei papi, Color Medioevo). -
Su: Buffalmacco e il Trionfo della Morte di Luciano Bellosi; Vincenzo Foppa, a c. di G. Agosti, M. Natale, G. Romano; Tesori del marchesato paleologo, a c. di B. Ciliento e A. Guerrini
Recensioni delle seguenti opere, pubblicate nella sezione Schede-Arte:
- Luciano Bellosi, Buffalmacco e il Trionfo della morte, Milano, 5 Continents, 2003 (I ed. Einaudi, 1974);
- Vincenzo Foppa, catalogo della mostra (Brescia, Museo di Santa Giulia, 3 marzo-2 giugno 2002), a c. di Giovanni Agosti, Mauro Natale, Giovanni Romano, Milano, Skira, 2003;
- Tesori dal marchesato paleologo, catalogo della mostra (Alba, Fondazione Ferrero, 19 ottobre-8 dicembre 2003), a c. di Bruno Ciliento, Alessandra Guerrini, Savigliano, L'Artistica, 2003 (recensito anche su «Il Sole 24 Ore»).
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Infiammati dai legni devoti
Recensione della mostra: Sacre passioni. Scultura lignea a Pisa dal XII al XV secolo (Pisa, Museo Nazionale di San Matteo, 8 novembre 2000-8 aprile 2001), a c. di Mariagiulia Burresi, catalogo Federico Motta Editore. Lo stesso Castelnuovo scrive un contributo nel catalogo: Andrea Pisano scultore in legno (pp. 152-163).
Castelnuovo ritorna sulla scultura lignea nella Toscana tra XIII e XIV secolo, tema su cui era già intervenuto nelle recensioni alle mostre Scultura dipinta. Maestri di Legname e Pittori a Siena (1250-1450) (Siena, Pinacoteca Nazionale, 16 luglio-31 dicembre 1987, a cura di Alessandro Bagnoli) e Scultura lignea a Lucca 1200-1425 (Lucca, Palazzo Mansi, Villa Guinigi, 16 dicembre 1995-30 giugno 1996, a c. di Clara Baracchini). Se in queste occasioni aveva toccato questioni come la fortuna critica e l’avvio degli studi sulla scultura lignea, i censimenti promossi dalla Soprintendenza pisana, il rapporto tra pittori e scultori e le modalità di produzione, seguendo l’impostazione dell’esposizione ora il focus si sposta sul problema della fruizione di queste opere da parte dei fedeli, a partire dal sentimento religioso che li animava.
Nell'articolo sono richiamate le ricerche di Géza De Francovich, L'origine e la diffusione del crocifisso gotico doloroso («Kunstgeschichtliches Jahrbuch der Biblioteca Hertziana», 1938) e Scultura medievale in legno (Tumminelli, 1943), e due due mostre del dopoguerra che hanno contribuito all’avvio degli studi sulla scultura lignea:- Mostra dell'antica scultura pisana (Pisa, Museo Nazionale di San Matteo, luglio- novembre 1946), catalogo Riccardo Barsotti editore.
- Mostra dell'antica scultura lignea senese, (Siena, Palazzo Pubblico, luglio- settembre 1949), a c. di Enzo Carli, catalogo Electa; proprio a Carli è dedicata la mostra Sacre passioni.
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Ori e reliquie dai forzieri di Bisanzio
Recensione della mostra: L’Oro di Siena. Il tesoro di Santa Maria della Scala (Siena, Complesso di Santa Maria della Scala, dicembre 1996-febbraio 1997), a c. di Luciano Bellosi, catalogo Skira Editore. Nel presentare alcune delle principali opere, Castelnuovo si focalizza sulle vicende collezionistiche e sul valore simbolico del tesoro di reliquiari acquisiti dal Comune di Siena per l’Ospedale di Santa Maria della Scala alla metà del XIV, evidenziando come questo straordinario nucleo di manufatti e legature, per lo più provenienti dalla corte imperiale di Costantinopoli, abbia influenzato la produzione degli artisti senesi.
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell’autore, conservato dalla Biblioteca Storica d'Ateneo "Arturo Graf". -
L'Orsanmichele svelato
Recensione dell’opera: Orsanmichele a Firenze, a c. di Diane Finiello Zervas, Modena, Franco Cosimo Panini, 1996, 2 voll. La presentazione dell’impresa editoriale, parte della collana Mirabilie Italiae, dà occasione a Castelnuovo di ripercorrere le principali tappe della storia del monumento, focalizzandosi sugli artisti, sui committenti e sulle opere più significative. Della collana, aveva già discusso dei primi tre volumi: La Galleria delle carte geografiche in Vaticano e Il Battistero di San Giovanni a Firenze (recensiti su «La Stampa»: Mira l’Italia) e di Il Duomo di Pisa (recensito su «Il Sole 24 Ore»: Nave di marmo nella "solinga" piazza di Pisa).
Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato dalla Biblioteca Storica d'Ateneo "Arturo Graf". -
Albergo per fanciulli "gittati"
Recensione dell’opera: Gli Innocenti e Firenze nei secoli. Un ospedale, un archivio, una città, a c. di Lucia Sandri, Firenze, SPES, 1996. A partire dai risultati emersi dal volume, Castelnuovo ripercorre le principali tappe della storia dell’Ospedale, focalizzandosi sull’edificio che lo ospita, sulle opere che conserva e sul suo Archivio storico.
Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato dalla Biblioteca Storica d'Ateneo "Arturo Graf". -
Nella terra dell'eterno
Stralcio della parte iniziale della prefazione redatta da Castelnuovo per Il Camposanto di Pisa (a c. di Clara Baracchini ed Enrico Castelnuovo, Torino, Einaudi, 1996, pp. 3-6), in cui ripercorre la fortuna critica del monumento nel XIX secolo a partire dai giudizi che ne hanno dato viaggiatori e letterati di tutta Europa.
Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato dalla Biblioteca Storica d'Ateneo "Arturo Graf". -
Santi di Lucchesia belli, colorati e legnosi
Recensione della mostra: Scultura Lignea. Lucca 1200-1425 (Lucca, Palazzo Mansi e Villa Guinigi, 16 dicembre 1995-30 giugno 1996), a c. di Clara Baracchini, catalogo edito da SPES, 2 voll. Castelnuovo si sofferma su due questioni: la ricognizione capillare delle opere nel territorio della Lucchesia e il loro restauro, promossi dalla Soprintendenza di Pisa con a capo la stessa Baracchini; la fortuna critica della scultura dipinta, a partire dal pionieristico articolo di Pietro D’Achiardi (Alcune opere di scultura in legno dei secoli XIV e XV, «L’Arte», VIII, 4, 1904, pp. 356-376) e dalla Mostra dell’antica arte senese (Siena, Palazzo Pubblico, aprile-agosto 1904), dalla Mostra dell'antica scultura lignea senese (Siena, Palazzo Pubblico, luglio-settembre 1949, a c. di Enzo Carli) e dall’esposizione Scultura dipinta. Maestri di legname e pittori a Siena. 1250-1450 (Siena, Pinacoteca Nazionale, 16 luglio-31 dicembre 1987, a c. di Alessandro Bagnoli). Di quest’ultima aveva pubblicato una recensione su «La Stampa»: Color Medioevo.
Una copia dei cataloghi di queste mostre (1904 / 1949 / 1987 / 1996) è presente nel fondo librario di Castelnuovo, conservato dalla Biblioteca storica d'Ateneo “Arturo Graf”.









