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Witz, il più grande degli svizzeri
Recensione della mostra: Konrad Witz. Die einzigartige Ausstellung (Basilea, Kunstmuseum Basel, 6 marzo-3 luglio 2011), a c. di Bodo Brinkmann, catalogo edito da Hatje Cantz. Castelnuovo introduce Konrad Witz, artista svizzero della prima metà del XIV secolo riscoperto dalla critica solamente all’inizio del Novecento, soffermandosi sul suo rapporto creativo con le opere dei grandi artisti fiamminghi del suo tempo e sulla sua eredità artistica. -
Boston restituisce un ricamo rubato
Castelnuovo segnala la restituzione di uno dei pannelli del ciclo di ricami con storie di san Vigilio, realizzato alla fine del XIV secolo da una manifattura boema su committenza del principe‑vescovo di Trento Giorgio di Liechtenstein. L’opera, dispersa durante il secondo conflitto mondiale e successivamente confluita nelle collezioni del Museum of Fine Arts di Boston, è stata restituita al Museo Diocesano Tridentino grazie all’identificazione condotta da Evelyn Wetter (i risultati dei suoi studi sono pubblicati nell’articolo: I ricami boemi dei paramenti per la consacrazione a vescovo di Giorgio di Liechtenstein, in «Studi trentini di Scienze storiche», sez. II, LXXV-LXXVII, 1996-1998, pp. 7-91). -
Una holding chiamata Tiziano
Recensione dell’opera: Giorgio Tagliaferro e Bernard Aikema, Le botteghe di Tiziano, con la collaborazione di Matteo Mancini e Andrew John Martin, redazione Tessie Vecchi, Firenze, Alinari 24 Ore, 2009 (si tratta del secondo volume della collana Tiziano e l'Europa, della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore; Castelnuovo aveva già presentato il primo su «Il Sole 24 Ore»: Il colore del Cadore).
L’articolo si sofferma sull’organizzazione del “sistema operativo di Tiziano”, introducendo temi e questioni attorno alle sue botteghe, al lavoro degli allievi e dei numerosi collaboratori e, in ultimo, della sua eredità artistica.
Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Einaudi-Zeri: libri, elogi e liti
Recensione dell’opera: Federico Zeri, Lettere alla casa editrice, a c. di Anna Ottani Cavina, note di Davide Ravaioli, Torino, Einaudi, 2008.
Intrecciando i ricordi personali al carteggio raccolto in questo volume, Castelnuovo illustra il rapporto tra Federico Zeri e la casa editrice Einaudi, soffermandosi su alcune delle pubblicazioni e dei progetti più importanti: Pittura e Controriforma. L'arte senza tempo di Scipione da Gaeta (1957, recensita da Castelnuovo sul «Notiziario Einaudi», VII, 1, gennaio 1958); Due dipinti, la filologia e un nome. Il Maestro delle Tavole Barberini (1961, di cui racconta il lavoro editoriale svolto con Giovanni Romano); l’incompiuta Storia della pittura italiana e le difficili vicende della Storia dell’arte italiana, nate dallo scontro con Giovanni Previtali. “[...] un personaggio d’eccezione verso il quale conservo un’enorme ammirazione mista a qualche rimpianto per uno straordinario talento non sempre, negli ultimi anni, bene amministrato”: così Castelnuovo chiude su Zeri, rievocando la loro rottura nel 1993, proprio a causa di un suo articolo in difesa di Previtali (Quel Duca silurato dal Kgb).
Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Giotto? Buon investimento
Recensione delle opere:
- Serena Romano, La O di Giotto, Milano, Electa, 2008;
- Chiara Frugoni, L'affare migliore di Enrico. Giotto e la cappella Scrovegni, con l'edizione, la traduzione e il commento del testamento di Enrico Scrovegni a cura di Attilio Bartoli Langeli e un saggio di Riccardo Luisi, Torino, Einaudi, 2008.
Una copia delle opere (La O di Giotto, L'affare migliore di Enrico) è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Sotto la pelle dell'orso
Recensione dell’opera: Michel Pastoureau, L'Orso. Storia di un re decaduto, Torino, Einaudi, 2008 (I ed. L'ours. Histoire d'un roi déchu, 2007). Nel ripercorrere le principali pubblicazioni dell’autore, storico formatosi all’École des Chartes di Parigi, Castelnuovo si sofferma su questa piccola storia dell’orso, presentato come il “re della foresta” a partire dalle sepolture paleolitiche e dalla mitologia, passando per le imprese di Carlo Magno e le credenze medievali, sino agli orsacchiotti di pezza.
Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Il colore del Cadore
Recensione dell’opera: Alessandra Cusinato, L'arte in Cadore ai tempi di Tiziano, introduzione di Bernard Aikema, Firenze, Alinari 24 Ore, 2008 (si tratta del primo volume della collana Tiziano e l'Europa, della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore). Castelnuovo torna a parlare degli sviluppi dell’arte nel territorio bellunese tra XV e XVI secolo, ai tempi di Tiziano, tema su cui si era già soffermato in diversi articoli del 2004 (Il Cimon de la Pala d’altar, Anche Tiziano avrà la sua rivista), 2005 (Montagne di capolavori nel Bellunese) e 2007 (Dove l'acqua è rovinosa).
Castelnuovo, con Livio Barnabò e Bernard Aikema, ha presentato questo libro a Cortina d'Ampezzo e a Pieve di Cadore, il 13 agosto 2008. Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Se il colore sta alla finestra
Stralcio dalla prefazione redatta da Castelnuovo per l’ottavo volume della collana Corpus vitrearum. France - Études: Antoine de Pise. L'art du vitrail vers 1400, a c. di Claudine Lautier e Dany Sandron, Parigi, Comité des travaux historiques et scientifiques, 2008. Presentando Antonio da Pisa, artista delle vetrate attivo in Toscana alla fine del Trecento, Castelnuovo introduce la sua «Memmoria del magisterio de fare fenestre de vetro», il manoscritto 692 della Biblioteca del Sacro Convento di Assisi che raccoglie, come un libro di bottega, indicazioni pratiche e informazioni tecniche circa il lavoro dei maestri vetrai tra XIV e XV secolo.
Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Borgogna a tutto fasto
Recensioni della mostre:- Charles le Téméraire. Faste et déclin de la cour de Bourgogne (Berna, Historisches Museum, 25 aprile-24 agosto 2008; Bruges, Groningemuseum, 27 marzo-21 luglio 2009), a c. di Susan Marti, Till-Holger Borchert e Gabriele Keck, catalogo edito da Fonds Mercator;
- Strasbourg 1400. Un foyer d'art dans l'Europe Gothique (Strasburgo, Musée de l'Oeuvre Notre-Dame, 28 marzo-6 luglio 2008), a c. di Philippe Lorentz, catalogo edito dai Musées de la Ville de Strasbourg (una copia è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell'Ateneo "Arturo Graf").
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E Ruskin fu stregato dai monti
Stralcio della prefazione redatta da Castelnuovo per: Marco Ferrazza, John Ruskin. Il fondatore dell'estetica alpina, Torino, Cda & Vivalda, 2008. Castelnuovo presenta la passione di Ruskin per le Alpi, soffermandosi sulle affinità che lo scrittore inglese percepiva tra le guglie della catena montuosa e le forme dell’architettura medievale. Castelnuovo, con Pietro Crivellaro ed Evelina Christillin, ha anche presentato il libro alla Fiera Internazionale del Libro di Torino nel 2008.
Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell'Ateneo "Arturo Graf".









