Sfoglia documenti (136 in totale)
-
Sotto la pelle dell'orso
Recensione dell’opera: Michel Pastoureau, L'Orso. Storia di un re decaduto, Torino, Einaudi, 2008 (I ed. L'ours. Histoire d'un roi déchu, 2007). Nel ripercorrere le principali pubblicazioni dell’autore, storico formatosi all’École des Chartes di Parigi, Castelnuovo si sofferma su questa piccola storia dell’orso, presentato come il “re della foresta” a partire dalle sepolture paleolitiche e dalla mitologia, passando per le imprese di Carlo Magno e le credenze medievali, sino agli orsacchiotti di pezza.
Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Il colore del Cadore
Recensione dell’opera: Alessandra Cusinato, L'arte in Cadore ai tempi di Tiziano, introduzione di Bernard Aikema, Firenze, Alinari 24 Ore, 2008 (si tratta del primo volume della collana Tiziano e l'Europa, della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore). Castelnuovo torna a parlare degli sviluppi dell’arte nel territorio bellunese tra XV e XVI secolo, ai tempi di Tiziano, tema su cui si era già soffermato in diversi articoli del 2004 (Il Cimon de la Pala d’altar, Anche Tiziano avrà la sua rivista), 2005 (Montagne di capolavori nel Bellunese) e 2007 (Dove l'acqua è rovinosa).
Castelnuovo, con Livio Barnabò e Bernard Aikema, ha presentato questo libro a Cortina d'Ampezzo e a Pieve di Cadore, il 13 agosto 2008. Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Se il colore sta alla finestra
Stralcio dalla prefazione redatta da Castelnuovo per l’ottavo volume della collana Corpus vitrearum. France - Études: Antoine de Pise. L'art du vitrail vers 1400, a c. di Claudine Lautier e Dany Sandron, Parigi, Comité des travaux historiques et scientifiques, 2008. Presentando Antonio da Pisa, artista delle vetrate attivo in Toscana alla fine del Trecento, Castelnuovo introduce la sua «Memmoria del magisterio de fare fenestre de vetro», il manoscritto 692 della Biblioteca del Sacro Convento di Assisi che raccoglie, come un libro di bottega, indicazioni pratiche e informazioni tecniche circa il lavoro dei maestri vetrai tra XIV e XV secolo.
Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Borgogna a tutto fasto
Recensioni della mostre:- Charles le Téméraire. Faste et déclin de la cour de Bourgogne (Berna, Historisches Museum, 25 aprile-24 agosto 2008; Bruges, Groningemuseum, 27 marzo-21 luglio 2009), a c. di Susan Marti, Till-Holger Borchert e Gabriele Keck, catalogo edito da Fonds Mercator;
- Strasbourg 1400. Un foyer d'art dans l'Europe Gothique (Strasburgo, Musée de l'Oeuvre Notre-Dame, 28 marzo-6 luglio 2008), a c. di Philippe Lorentz, catalogo edito dai Musées de la Ville de Strasbourg (una copia è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell'Ateneo "Arturo Graf").
-
E Ruskin fu stregato dai monti
Stralcio della prefazione redatta da Castelnuovo per: Marco Ferrazza, John Ruskin. Il fondatore dell'estetica alpina, Torino, Cda & Vivalda, 2008. Castelnuovo presenta la passione di Ruskin per le Alpi, soffermandosi sulle affinità che lo scrittore inglese percepiva tra le guglie della catena montuosa e le forme dell’architettura medievale. Castelnuovo, con Pietro Crivellaro ed Evelina Christillin, ha anche presentato il libro alla Fiera Internazionale del Libro di Torino nel 2008.
Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell'Ateneo "Arturo Graf". -
Vive la France! In miniatura
In occasione della riapertura del Musée des Monuments Français nel contesto della Cité de l'Architecture et du Patrimoine, dopo un restauro decennale, Castelnuovo ripercorre la storia del museo e della sua sede, il Palais du Trocadéro e poi il Palais de Chaillot, rievocando le emozioni provate negli anni giovanili davanti alle copie dei più celebri monumenti francesi parte della sua collezione: “E vederli nelle dimensioni originali, in tre dimensioni, suscitava impressioni ben più forti che sfogliare le pagine del Musée Imaginaire di Malraux”. -
Un giorno da re a Venaria
Stralcio dalla prefazione redatta da Castelnuovo per il catalogo della mostra La Reggia di Venaria e i Savoia. Arte, magnificenza e storia di una corte europea (Venaria Reale [Torino], Reggia di Venaria Reale, 12 ottobre 2007-30 marzo 2008), a c. di Enrico Castelnuovo, catalogo edito da Umberto Allemandi, 2 voll. In occasione della riapertura della Reggia di Venaria dopo il restauro, l’articolo presenta il mecenatismo di Casa Savoia, da Emanuele Filiberto a Carlo Emanuele IV.
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Castello d'emozioni
In occasione della riapertura di Palazzo Madama, dopo un restauro ventennale (1987-2006), Castelnuovo presenta il Museo Civico d’Arte antica di Torino intrecciando i propri ricordi, legati agli anni dell’università, al resoconto delle acquisizioni più importanti promosse dai primi direttori, da Emanuele Taparelli d’Azeglio a Vittorio Viale. Già nel 1982, su «La Stampa», l’autore aveva descritto la visita al museo come un viaggio in una “macchina del tempo” (Il museo, una macchina per i viaggi nel tempo) e in questo articolo riconduce proprio alla frequentazione giovanile delle collezioni di Palazzo Madama la sua “vocazione” per l’arte delle frontiere e per le cosiddette “arti minori”. -
Il Duomo raccontato da Kojima
Stralcio dalla prefazione redatta da Castelnuovo per: Yoshie Kojima, Storia di una cattedrale. Il Duomo di San Donnino a Fidenza: il cantiere medievale, le trasformazioni, i restauri, Pisa, Edizioni della Normale, 2006. L’autrice è stata allieva di Castelnuovo alla Scuola Normale Superiore di Pisa, dove nel 1997 ha conseguito il Perfezionamento in discipline storico-artistiche presso la Classe di Lettere.
Una copia dell'opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
1946, e l'Italia ripartì dalle statue
In occasione della pubblicazione di L'arte dalle rovine. A sessant'anni dalla mostra della scultura pisana del Trecento (Pisa, Museo di San Matteo, 1946-1947), a cura di Emilio Tolaini (Edizioni ETS, 2006), Castelnuovo introduce alcune delle più significative esposizioni inaugurate all’indomani della Seconda Guerra Mondiale per presentare le opere di musei, chiese e altri monumenti italiani salvate dai bombardamenti:- Capolavori della pittura europea (Roma, Palazzo Venezia, 1944), organizzata dalla Divisione Monuments, Fine Arts, and Archives, Regione IV, del Governo militare alleato;
- Cinque secoli di pittura veneta (Venezia, Procuratie Nuove, 1945), a c. Rodolfo Pallucchini;
- Mostra della pittura antica in Liguria dal Trecento al Cinquecento (Genova, Palazzo Reale, 28 giugno-31 agosto 1946), a c. di Antonio Morassi;
- Pitture in Brescia dal Duecento all’Ottocento (Brescia, Duomo Vecchio, 1946), a c. di Gaetano Panazza e Camillo Boselli;
- Mostra della scultura pisana del Trecento (Pisa, Museo Nazionale di San Matteo, luglio-novembre 1946);
- Italienische Kunst. Ambrosiana Mailand, Meisterwerke aus oberitalienischen Kirchen, Museen und Privatsammlungen (Lucerna, Kunstmuseum Luzern, 6 luglio-31 ottobre 1946);
- Trésors de l’art vénitien (Losanna, Musée cantonal des Beaux-Arts, 1° aprile-31 luglio 1947);
- Kunstschätze der Lombardei. 500 vor Christus-1800 nach Christus (Zurigo, Kunsthaus Zürich, novembre 1948-marzo 1949).
Una copia dei cataloghi Capolavori della pittura europea, Cinque secoli di pittura veneta e Mostra della pittura antica in Liguria sono presenti nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”.
Richiamando in ultimo la Mostra della scultura pisana del Trecento del 1946, Castelnuovo si augura che una nuova esposizione possa raccoglierne l’eredità, come era stato per l’Exposition des primitifs français del 1904, ripresa a distanza di un secolo dalla mostra Primitifs Français. Découvertes et redécouvertes (Parigi, Musée du Louvre, 27 febbraio-17 maggio 2004; ne aveva già parlato su «Il Sole 24 Ore»: Bei primitivi d’Oltralpe).









