Sfoglia documenti (90 in totale)
-
Il fantastico che apre l'era moderna
Recensione dell’opera: Giuliano Briganti, I pittori dell’immaginario. Arte e rivoluzione psicologica, Milano, Electa, 1977. L’articolo offre una panoramica sulla cultura e sull’arte della cosiddetta “età delle rivoluzioni”, identificando nell’ultimo trentennio del XVIII secolo il momento di svolta in cui affondano le radici dell’arte contemporanea. Apprezzando le posizioni di Briganti, Castelnuovo indica Roma come la capitale cosmopolita più ambita dagli artisti di tutta Europa: qui, lo studio appassionato dell’antichità è punto di partenza per riletture tanto personali da essere difficilmente definibili con l’etichetta Neoclassicismo e che, a ben vedere, si pongono alla base della rivoluzione indagata nel volume.
Una copia del volume è presente nel fondo librario dell'autore, conservato dalla Biblioteca storica d’Ateneo “Arturo Graf”. -
L'esempio di Le Creusot
Castelnuovo presenta il Musée de l'Homme et de l'Industrie, l’ecomuseo della comunità urbana di Le Creusot-Montceau-les-Mines presso il dipartimento della Saône-et-Loire. L’articolo si avvicina al tema con taglio storico, narrando l’avvio della fonderia della famiglia Schneider nel XIX secolo, per poi descrivere l’ecomuseo inaugurato negli ex-locali industriali. Castelnuovo identifica come carattere fondamentale di questa tipologia di istituzioni il legame con le comunità e con il territorio in cui si installano, augurandosi che quello di Le Creusot possa diventare un modello per il Piemonte. -
I Progenitori nella Tempesta
Recensione dell’opera: Salvatore Settis, La Tempesta interpretata. Giorgione, i committenti, il soggetto, Torino, Einaudi, 1978.
Una copia del volume è presente nel fondo librario dell'autore, conservato dalla Biblioteca storica d’Ateneo “Arturo Graf”. -
Salviamo le vetrate di Chartres
Recensione della mostra: Le vitrail, art et technique (Parigi, Palais de la Découverte, 16 dicembre 1977-5 settembre 1978, senza catalogo). L’articolo, focalizzato sulla conservazione e sul restauro delle vetrate, si ispira a due contributi pubblicati da la «Revue du Palais de la Découverte»: Jean-Marie Bettembourg, La dégradation des vitraux (VI, 53, dicembre 1977); Le vitrail, art et technique (VI, 60, luglio-agosto-settembre 1978). Nel fondo librario dell'autore, conservato dalla Biblioteca storica d’Ateneo “Arturo Graf”, è presente il n. 53 della rivista. -
Miliardi per un frammento di passato
Castelnuovo interviene sulla vendita della collezione Robert von Hirsch da parte della casa d’aste Sotheby's (Londra, 20-27 giugno 1978); il contributo prende le mosse dall’articolo di Mario Ciriello (L’asta del secolo: 30 miliardi, «La Stampa», 29 giugno 1978, p. 3), segnalando i pezzi più significativi e, soprattutto, le acquisizioni da parte dei musei nazionali tedeschi. Prima del trasferimento a Basilea, la collezione, che comprendeva opere già parte del cosiddetto “Welfenschatz”, era conservata a Francoforte sul Meno. Castelnuovo presenta l’onerosa campagna d’acquisti come un’operazione illuminata di risarcimento del patrimonio nazionale tedesco e al contempo critica l'amministrazione pubblica italiana per non essere intervenuta all’asta. A una settimana di distanza è pubblicata una nota di rettifica, in cui l’autore precisa la corretta collocazione di un’opera erroneamente citata (Un frammento di passato, «La Stampa», 21 luglio 1978, p. 7).
Sulla vendita della collezione cfr. The Robert von Hirsch Collection, London, Sotheby Parke Bernet & Co, 1978, 4 voll.; un esemplare è presente nel fondo librario di Castelnuovo, presso la Biblioteca storica d’Ateneo “Arturo Graf”. -
La Svizzera e Venezia
Recensione della mostra: Art Venetienne en Suisse et au Liechtenstein - Venezianische Kunst in der Schweiz und in Liechtenstein (Pfäffikon SZ, Seedamm-Kulturzentrum, 18 giugno-27 agosto 1978; Ginevra, Musée d'art et d'histoire, 13 settembre-5 novembre 1978), a c. di Mauro Natale, catalogo edito da Electa in doppia edizione francese e tedesca. L’esposizione, promossa dalla Fondazione Pro Venezia, offre una panoramica sull’arte veneta tra XIV-XVIII secolo nelle collezioni e nei musei Svizzeri: passando in rassegna le principali opere, Castelnuovo presenta alcuni casi utili a comprendere come l’arte veneta sia stata recepita dalla cultura elvetica.
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell'autore, conservato dalla Biblioteca storica d’Ateneo “Arturo Graf”. -
I due volti del Settecento
Recensione delle mostre:- Jean-Etienne Liotard, Genf 1702-1789. Sammlung des Musée d'art et d'histoire, Genf (Zurigo, Kunsthaus, 16 giugno-24 settembre 1978), a c. di Renée Loche, catalogo edito dal museo;
- Johann Heinrich Füssli. 1741-1825 (Ginevra, Musée Rath, 17 giugno-1° ottobre 1978), a c. di Dagmar Hníková.
Una copia di entrambi i cataloghi è presente nel fondo librario dell'autore, conservato dalla Biblioteca storica d’Ateneo “Arturo Graf” (Liotard - Füssli ). -
II gotico amato dagli Asburgo
Recensione della mostra: Gotik in der Steiermark. Landesausstellung veranstaltet vom Kulturreferat der Steiermarkischen Landesregierung (St. Lambrecht [Austria], Abbazia di St. Lambrecht, 28 maggio-8 ottobre 1978), catalogo a c. di Elisabeth Langer, edito dall'Assessorato alla Cultura del Governo regionale della Stiria. L’esposizione è dedicata all’arte nella regione austriaca della Stiria tra XIV-XV secolo: per meglio inquadrare lo sviluppo culturale del territorio, Castelnuovo presenta le ragioni che hanno contribuito al consolidamento dell’economia locale – in particolare l’estrazione del ferro e il legame col casato degli Asburgo – fino allo spostamento della capitale da Graz a Vienna, che ha comportato la fine del periodo d’oro della Stiria.
L’articolo è riedito nella raccolta di saggi La cattedrale tascabile. Scritti di storia dell'arte (Sillabe, 2000). Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell'autore, conservato dalla Biblioteca storica d’Ateneo “Arturo Graf”. -
Quando Longhi stroncò il Tintoretto
Castelnuovo offre un bilancio dell’eredità culturale di Roberto Longhi a dieci anni dalla morte, in occasione del convegno Roberto Longhi nella cultura del suo tempo (Firenze, Aula magna dell’Università degli Studi: 25-28 settembre 1980), atti editi da Editori Riuniti nel 1982: L'Arte di scrivere sull'arte. Roberto Longhi nella cultura del nostro tempo, a c. di Giovanni Previtali.
Una copia è presente nel fondo librario di Castelnuovo, conservato dalla Biblioteca storica d’Ateneo “Arturo Graf”. -
Contro feticci e miti dei capolavori d’arte
Castelnuovo riflette sul patrimonio culturale a partire dai temi affrontati nel convegno L'histoire de l'art, accès au patrimoine. Enjeux et moyens (Nancy, 25-26 ottobre 1980); atti editi dal Ministère de la Culture et de la Communication nel 1981, con prefazione di André Chastel. L’articolo è dedicato al Museo dell’École de Nancy, presentato come modello virtuoso di tutela e valorizzazione della storia del proprio territorio, contro ogni celebrazione dell’opera d’arte come capolavoro avulso dal suo contesto. A questo proposito, viene ricordato che al convegno erano state presentate come esempi significativi anche due mostre piemontesi:- Valle di Susa. Arte e storia dall'XI al XVIII secolo (Torino, Galleria civica di arte moderna: 12 marzo-8 maggio 1977), a c. di Giovanni Romano;
- Cultura figurativa e architettonica negli Stati del Re di Sardegna, 1773-1861 (Torino, Palazzo Reale, Palazzo Madama, Palazzina della Promotrice: maggio-luglio 1980), a c. di Enrico Castelnuovo e Marco Rosci.
Il convegno è parte delle iniziative promosse nel 1980 dal governo francese nell’ambito dell’Année du Patrimoine. Castelnuovo era intervenuto con un contributo intitolato Les expositions, vie de l'Art. L'exemple de Turin (pubblicato negli atti del convegno: L'histoire de l'art, acces au patrimoine. Enjeux et moyens, pp. 13-21). Una copia dell'opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato dalla Biblioteca storica d’Ateneo “Arturo Graf”).









