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Una holding chiamata Tiziano
Recensione dell’opera: Giorgio Tagliaferro e Bernard Aikema, Le botteghe di Tiziano, con la collaborazione di Matteo Mancini e Andrew John Martin, redazione Tessie Vecchi, Firenze, Alinari 24 Ore, 2009 (si tratta del secondo volume della collana Tiziano e l'Europa, della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore; Castelnuovo aveva già presentato il primo su «Il Sole 24 Ore»: Il colore del Cadore).
L’articolo si sofferma sull’organizzazione del “sistema operativo di Tiziano”, introducendo temi e questioni attorno alle sue botteghe, al lavoro degli allievi e dei numerosi collaboratori e, in ultimo, della sua eredità artistica.
Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Il colore del Cadore
Recensione dell’opera: Alessandra Cusinato, L'arte in Cadore ai tempi di Tiziano, introduzione di Bernard Aikema, Firenze, Alinari 24 Ore, 2008 (si tratta del primo volume della collana Tiziano e l'Europa, della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore). Castelnuovo torna a parlare degli sviluppi dell’arte nel territorio bellunese tra XV e XVI secolo, ai tempi di Tiziano, tema su cui si era già soffermato in diversi articoli del 2004 (Il Cimon de la Pala d’altar, Anche Tiziano avrà la sua rivista), 2005 (Montagne di capolavori nel Bellunese) e 2007 (Dove l'acqua è rovinosa).
Castelnuovo, con Livio Barnabò e Bernard Aikema, ha presentato questo libro a Cortina d'Ampezzo e a Pieve di Cadore, il 13 agosto 2008. Una copia dell’opera è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Anche Tiziano avrà la sua rivista
Castelnuovo presenta il primo numero di Studi tizianeschi. Annuario della Fondazione Centro studi Tiziano e Cadore, diretto da Roger William Rearick e pubblicato nel 2003. In particolare, sono menzionate le recensioni di Bernard Aikema della mostra Le siècle de Titien. Gravures vénitiennes de la Renaissance (Maastricht, Bonnefantenmuseum, 17 novembre 2002–16 febbraio 2003; Bruges, Groeningemuseum, 1° marzo-26 maggio 2003; a cura di Gert Jan Van Der Sman) e quelle di Rearick delle mostre Titian (Londra, National Gallery, 19 febbraio-18 maggio 2003) e Da Tiziano a Caravaggio a Tiepolo. Capolavori di tre secoli di arte italiana (Stupinigi [Torino], Palazzina di Caccia di Stupinigi, 17 novembre 2002-16 febbraio 2003; prorogata fino al 2 marzo).
Non solo focalizzato sul pittore, il programma del centro indaga anche il suo territorio natale, il Cadore: sono ricordate le collane “Quaderno di architettura” della Comunità Montana Centro Cadore e “Tesori d'arte nelle chiese dell'Alto Bellunese” della Provincia di Belluno. Castelnuovo tornerà a parlare della seconda collana nel 2005 su «Il Sole 24 Ore» (Montagne di capolavori nel Bellunese) e nel 2007 su «L'Indice dei libri del mese» (Dove l'acqua è rovinosa). -
Tiziano re di Londra
Recensione della mostra The Genius of Venice, 1500-1600 (Londra, Royal Academy of Arts, 25 novembre 1983-11 marzo 1984), a c. di Jane Martineau and Charles Archibald Hope, catalogo edito dal museo e Weidenfeld and Nicolson. Castelnuovo si sofferma, in particolare, sulla predilezione per l’arte veneta del Cinquecento che ha connotato il gusto collezionistico dell'Inghilterra del XVII secolo.
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario di Castelnuovo, conservato dalla Biblioteca storica d’Ateneo “Arturo Graf”. -
La Svizzera e Venezia
Recensione della mostra: Art Venetienne en Suisse et au Liechtenstein - Venezianische Kunst in der Schweiz und in Liechtenstein (Pfäffikon SZ, Seedamm-Kulturzentrum, 18 giugno-27 agosto 1978; Ginevra, Musée d'art et d'histoire, 13 settembre-5 novembre 1978), a c. di Mauro Natale, catalogo edito da Electa in doppia edizione francese e tedesca. L’esposizione, promossa dalla Fondazione Pro Venezia, offre una panoramica sull’arte veneta tra XIV-XVIII secolo nelle collezioni e nei musei Svizzeri: passando in rassegna le principali opere, Castelnuovo presenta alcuni casi utili a comprendere come l’arte veneta sia stata recepita dalla cultura elvetica.
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell'autore, conservato dalla Biblioteca storica d’Ateneo “Arturo Graf”.




