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Medioevo fantastico e rifatto
Recensione della mostra: Le dévoilement de la couleur. Relevés et copies de peintures murales du Moyen Âge et de la Renaissance (Parigi, Conciergerie, 15 dicembre 2004-28 febbraio 2005), a c. di Léon Pressouyre, Robert Dulau e Jannie Mayer, edito da Éditions du patrimoine e Éditions du Comité des travaux historiques et scientifiques (CTHS). Castelnuovo si sofferma sul recupero degli affreschi medievali in Francia nel XIX secolo, evidenziando il lavoro di documentazione e copia da parte di pittori e architetti. La riscoperta e il restauro di cicli pittorici romanici sino al primo Rinascimento – come Abondance, Nohant-Vic, Saint-Savin e Tolosa – rientrano in un più ampio e rinnovato interesse per il Medioevo e segnano un momento cruciale per lo sviluppo della storia dell'arte francese. In chiusura è citata la mostra Primitifs Français. Découvertes et redécouvertes, già recensita da Castelnuovo su «Il Sole 24 Ore» (21 marzo 2004).
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Il Cimon de la Pala d’altar
Recensione della mostra: A Nord di Venezia. Scultura e pittura nelle vallate dolomitiche tra Gotico e Rinascimento (Belluno, Palazzo Crepadona, 30 ottobre 2004-22 febbraio 2005), catalogo a c. di Anna Maria Spiazzi, Giovanna Galasso, Rita Bernini e Luca Majoli, edito da Silvana Editoriale. Castelnuovo torna a parlare degli sviluppi dell’arte lungo l’arco alpino tra XV e XIV secolo, tema su cui già si era soffermato in svariati articoli, illustrando come nell’area bellunese abbiano convissuto negli stessi anni la tradizione dei Flügelaltäre nordici e quella dei polittici veneti. -
La grandeur della Borgogna
Recensione della mostra: L’Art à la cour de Bourgogne. Le mécénat de Philippe le Hardi et de Jean sans Peur (1364-1419) (Digione, Musée des Beaux-Arts, 28 maggio-15 settembre 2004; la mostra è stata poi trasferita negli Stati Uniti: Art from the Court of Burgundy, 1364-1419, Cleveland, The Cleveland Museum of Art, 24 ottobre-9 gennaio 2005); catalogo edito in doppia edizione francese e inglese da Musée des Beaux-arts de Dijon, The Cleveland Museum of art e Réunion des Musées Nationaux. Nel centenario della morte di Filippo l'Ardito, l’esposizione presenta gli sviluppi dell’arte sotto i duchi di Borgogna: data l'affinità col tema, Castelnuovo ricorda la mostra Paris 1400. Les arts sous Charles VI, aperta nello stesso periodo e già recensita su «Il Sole 24 Ore» (13 giugno 2004). -
Che lusso nell’età di mezzo
Recensione della mostra: Paris 1400. Les arts sous Charles VI (Parigi, Musée du Louvre, 22 marzo-12 luglio 2004), a c. di Elisabeth Taburet-Delahaye, catalogo edito da Réunion des Musées Nationaux. Castelnuovo presenta l’esposizione – già introdotta pochi mesi prima in Bei primitivi d’Oltralpe – come la terza e ultima tappa di un ciclo dedicato all’arte alla corte di Francia tra XIV e XV secolo, di cui aveva già trattato sui quotidiani:- Les Fastes du Gothique. Le siècle de Charles V (Parigi, Galeries nationales du Grand Palais: 9 ottobre 1981-1° febbraio 1982) - recensita su «La Stampa», Lo splendore del secolo buio;
- L’art au temps des rois maudits Philippe le Bel et ses fils, 1285-1328 (Parigi, Galeries nationales du Grand Palais, 17 marzo-29 giugno 1998), recensita su «Il Sole 24 Ore», Fasto gotico alla corte dei re folli.
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”.
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Medioevo più che fantastico
Recensione della mostra: La vie des formes. Henri Focillon et les arts (Lione, Musée des Beaux Arts, 22 gennaio-26 aprile 2004), catalogo a c. di Alice Thomine e Christian Briend, edito da Snoeck-Ducaju & Zoon. Castelnuovo restituisce un profilo intellettuale dello storico dell’arte (Digione, 7 settembre 1881-New Haven, 3 marzo 1943), ricordando i due convegni a lui dedicati in occasione dell’esposizione: Henri Focillon (Parigi, Bibliothèque nationale de France, 11-12 marzo 2004; Lione, Musée des Beaux-Arts, 13 marzo 2004; promosso dall’Institut National d’Histoire de l’Art di Parigi e dal Museo) e Focillon e l'Italia (Ferrara, Palazzo Bonacossi, 16-17 aprile 2004; promosso dal Dipartimento di Scienze Storiche dell’Università di Ferrara e dall’Institut National d’Histoire de l’Art).
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Bei primitivi d’Oltralpe
Recensione della mostra: Primitifs Français. Découvertes et redécouvertes (Parigi, Musée du Louvre, 27 febbraio-17 maggio 2004), a c. di Dominique Thiebaut, Philippe Lorentz e Francois-Rene Martin, catalogo edito da Réunion des Musées Nationaux.
L’articolo si apre ricordando due esposizioni fondamentali per la rivalutazione della pittura dei cosiddetti “primitivi”: l’Exposition des primitifs flamands, presso la Provinciaal Hof di Bruges del 1902, e l’Exposition des primitifs français, presso il Musée du Louvre e la Bibliothèque Nationale di Parigi del 1904. La mostra recensita prende le mosse dall’ultima rassegna, ricostruendo il contesto in cui si è sviluppato l’interesse per questi pittori, il significato politico della loro riscoperta e l’evoluzione degli studi nell’arco di un secolo. Il discorso prosegue offrendo anticipazioni sulla prossima esposizione, Paris 1400. Les arts sous Charles VI (Parigi, Musée du Louvre, 22 marzo-12 luglio 2004; poi recensita in Che lusso nell’età di mezzo) e ricordando El Renacimiento mediterráneo: viajes de artistas e itinerarios de obras entre Italia, Francia y Espana en el siglo XV (Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza, 31 gennaio-6 maggio 2001; Valencia, Museu de belles arts de València, 18 maggio-2 settembre 2001).
Una copia dei cataloghi di Primitifs Français e Paris 1400 sono presenti nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell’Ateneo “Arturo Graf”. -
Confucio, ritratto presunto
Recensione della mostra: Confucius. A l’aube de l’humanisme chinois (Parigi, Musée national des arts asiatiques-Guimet, 28 ottobre 2003-29 febbraio 2004; Barcellona, Fundació La Caixa, 25 maggio-9 agosto 2004), catalogo edito da Réunion des Musées Nationaux e Fundació La Caixa. -
I Paleologi, che committenti!
Recensione della mostra: Tesori dal Marchesato Paleologo (Alba [Cuneo], Fondazione Ferrero, 19 ottobre - 8 dicembre 2003), a cura di Bruno Ciliento, Alessandra Guerrini, catalogo L’Artistica editrice; una seconda recensione è anche edita sul numero di dicembre de «L'Indice dei libri del mese». L’articolo esordisce menzionando l’esposizione Macrino d’Alba, protagonista del Rinascimento piemontese, presentata da Castelnuovo nel 2001 su «Il Sole 24 Ore».
Una copia del catalogo è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica dell'Ateneo "Arturo Graf". -
Il Colosso di Avignone
Recensione della mostra: Monument de l’Histoire. Construire reconstruire le palais des Papes. XIV-XXe siècle (Avignone, Palazzo dei Papi, 29 giugno- 29 settembre 2002), catalogo Editions RMG-Palais des Papes. Castelnuovo ripercorre la storia del Palazzo dei Papi di Avignone, l’imponente edificio che fu la residenza papale durante la “cattività avignonese”. Dalla costruzione alle trasformazioni subite nel corso dei secoli, tutte le sue fasi sono ricostruite e presentate tramite le opere e i documenti raccolti nell’esposizione curata da Dominique Vingtain. -
Galleria della montagna
Recensione della mostra: Il Gotico nelle Alpi 1350-1450 (Trento, Castello del Buonconsiglio, 20 luglio-20 ottobre 2002), a c. di Enrico Castelnuovo e Francesca de Gramatica, catalogo Temi. L'articolo deriva dall'introduzione del catalogo, redatta dallo stesso Castelnuovo (L'autunno del Medioevo nelle Alpi).
Castelnuovo introduce gli sviluppi dell’arte lungo l’arco alpino fra Tre e Quattrocento, concentrandosi sul ruolo dei committenti, nobili, sovrani e vescovi, nella promozione della cultura gotica entro questa macroarea. La questione centrale nell’articolo, nonché il nodo centrale dell’esposizione, è la sorprendente unità della cultura figurativa alpina, nonostante i confini apparentemente invalicabili delle montagne: “Queste Alpi che non dividevano, ma che in qualche modo univano, sono una realtà che la mostra intende presentare e sulla quale vorrebbe far riflettere”.
Una copia della guida della mostra è presente nel fondo librario dell’autore, conservato nella Biblioteca Storica d’Ateneo “Arturo Graf”.









